KAWASAKI Z1000
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Nuda con gli spigoli, sembra appena uscita da un manga!
Guardartela bene perché non è una special, ma la nuova creatura di Kawasaki destinata a portare scompiglio nel mondo delle naked ad alte prestazioni.
La Z 1000 mira ad essere la naked più aggressiva sul mercato e per ottenere questo risultato non bada a compromessi strappando il motore nientemeno che alla ZX-9R.

QUASI MILLE: Evidentemente, però, il quattro in linea della ZX-9R non aveva abbastanza tiro ai medi regimi (!) per lo scopo cui era destinato, per cui gli ingegneri di Akashi hanno pensato bene di dare un'alesatina ai cilindri portando così la cilindrata a 953 cc e di dotare il tutto di un bel sistema d'iniezione elettronica, il tutto per assicurare una risposta più morbida alle aperture del g as.

POTENZA TOP SECRET: Se il motore ha mantenuto anche solo parte della cattiveria della ZX-9R, la Z 1000 si candida senz'altro al premio di "stacca asfalto" dell'anno. Peccato che Kawasaki non dichiari i dati di potenza e coppia.
Incremento di cilindrata a parte, il quattro cilindri è stato profondamente modificato per sopportare senza troppi problemi i pistoni di diametro aumentato e offrire un maggiore coppia ai medi regimi.

ATTENTI A QUELLE 4: La testata è realizzata mediante una nuova fusione con i condotti d'aspirazione più orizzontali, come d'uso tra le moto naked. Certamente inusuale la scelta di adottare due silenziatori sdoppiati che così che la Z 1000 ha ben quattro bocche da fuoco, per fortuna civili ed educate visto che non manca l'ormai onn ipresente catalizzatore.

UN DIAMANTE NEL TELAIO: Inedita, per la Kawasaki, la ciclistica. Il telaio è una struttura a diamante con tubi di grosso diametro e pareti sottili. Il motore funge da elemento portante per aggiungere rigidezza alla struttura. Raffinate le sospensioni: la forcella è a steli rovesciati da 41 mm pluriregolabile e l'ammortizzatore, mosso dal forcellone d'alluminio derivato da quello della ZX-9R, offre anch'esso molteplici regolazioni.

FRENI DA PAURA: In mezzo a tutta questa sportività ovvio che i freni non possano essere da meno. I due dischi da 300 mm sono "braccati" da pinze a quattro pistoncini, mentre al posteriore lavora un disco singolo da 220 mm. Certo che l'impatto estetico è notevole, nonostante una certa tendenza ad essere un p o' moto Mazinga; la Z 1000 ripropone anche nell'estetica la cattiveria che senz'altro sprigionerà il motore, sfoggiando linee sfaccettate e spigolose e un codino che praticamente è lo stesso della nuova ZX-6R.

QUASI UNA SPECIAL C'è un non so che di special nella Z. Chissà, forse i designer giapponesi si sono ispirati alle numerose creature dei preparatori, che probabilmente hanno invogliato anche alla scelta di montare un piccolo cupolino che provvede ad incattivire la vista frontale di questa streetfighter, oltre a svolgere una modesta funzione di protezione aerodinamica. Anche il cruscotto è futuristico ed affidato completamente a display a cristalli liquidi che, svolgono anche funzione di contagiri.
Quanto costa? Non lo so, ma appena la compro ve lo dico!!! <-GG->

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