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MV AUGUSTA F4 S EV oluzione
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Le due letterine “EV” sul codone della F4 sono di quelle che contano. L’ideale sarebbe averne anche Una di Passaparola dietro che ti stringe!!!

A ME GLI OCCHI Esteticamente è sempre la stessa: bellissima, oggi come quando è uscita, forse ancora più bella nella colorazione monocromatica Argento Diamante che caratterizza questa versione 2002. Una moto che a quasi quattro anni dalla sua prima apparizione, non ha mai smesso di attirare su di sé sguardi concupiscenti di motociclisti, passanti, taxisti automobilisti. Sarà perché ce ne sono in giro poche, sarà perché ha una linea strepitosa, sarà perché il nome MV fa veder le stelle…36 come quelle sul serbatoio, una per ogni mondiale vinto. Sarà? No, è così!

UGUALE FUORI Non cambia fuori, e non cambiano nemmeno le cose che fanno venire il nervoso. Piccole cose, certo, che però in mezzo a tanta perfezione stonano. La nuova verniciatura fa brillare la F4 di luce propria, poi l'occhio corre al parafango anteriore, avranno verniciato anche quello? No! C'è sempre quella plastica simil carbonio che fa gridare allo scandalo, la stessa plastica che riveste i condotti dell'airbox o circonda il blocchetto d'accensione.
Nel frattempo però è nata la MV Agusta Special Parts azie ndina che si prodiga di fornire l'Mvuista di tutto ciò che occorre per rendere la sua F4 ancora più bella e/o performante. Così è praticamente obbligato l'acquisto del parafango e di qualche altro particolare in carbonio, ma intanto il conto, sale.

IN PIEDI DA SOLA Insomma è la solita MV, che illumina ancora gli specchi quando si accende la freccia, che schiaccia le dita quando si gira completamente il manubrio. La solita MV che però finalmente non ha più il terrificante e instabile cavalletto a ritorno automatico, causa di veri e propri attacchi di panico nei vecchi possessori di F4. Adesso il cavalletto si apre e sta lì, il piedino d'appoggio è un pò più ampio e la moto è più stabile quando si parcheggia e questo tranquillizza un po' sull'eventualità di non dover scalfire con righe d'asfalto il bel grigio della carenatura.

TRALICCIO E ALLUMINIO Invariata la ciclistica con il telaio a traliccio che chiude, con due piastre pressofuse d'alluminio, il collegamento cannotto-forcellone. La forcella Showa mantiene il record del diametro degli steli (49 mm) tra le sportive di serie, il forcellone monobraccio è una scultura moderna, i freni sono i Nissin con pinze a “sei” pistoncini e pompe brevettate apposta per la MV.

MOTORE EV(OLUTO) I tecnici MV hanno lavorato sodo sul quattro cilindri a valvole radiali; il risultato sono 11 cavalli in più che portano la scuderia F4 a quota 137, una potenza eccellente per un "piccolo" settemmezzo. Lo sviluppo del motore passa attraverso un nuovo blocco cilindri e nuovi pistoni che sono ora raffreddati da un getto d'olio. La sezione dei condotti d'aspirazione si è allargata del 15%, le camere di combustione sono state ridisegnate, mentre lo scarico, pur terminando ancora con lo scenografico silenziatore a canne d'organo, ha un andamento dei condotti diverso, ora quattro in uno in due.

COPPIA ALTA Un lavoro approfondito che ha dato i frutti, non solo nella maggiore potenza del motore (dichiarati 137 cv a 12600 giri), ma soprattutto nella maggiore coppia (da 7,55 a 8,33 kgm). La centralina elettronica è stata rimappata per adeguarsi ai nuovi parametri del motore, che adesso ha anche un albero motore più leggero di un Kg per guadagnare rapidità nel prendere i giri.

ODIA LA CITTA’ Tuttavia usare la MV in città è come dare una graziella a Cipollini: la moto è frustrata e voi vi ammazzate di fatica. La posizione di guida è radicale e i polsi hanno presto la peggio, la frizione duretta, le sospensioni sono secche e sul p avé può anche saltare qualche otturazione.

PISTA, CHE VOGLIA Tutto si ribalta in pista. La posizione di guida, eccessiva su strada, diventa automaticamente perfetta, le sospensioni che su strada sembrano bloccate in pista lavorano magnificamente, la moto che pareva di legno da inserire in curva in diventa agile e reattiva (mai nervosa, le sbacchettate sono sconosciute alla F4), e più si va forte, più si sente a suo agio. Condotta con il corpo la MV è rapida e molto, molto precisa. Adesso il "quattro" MV non si fa più aspettare ma sale di giri in fretta e ha anche guadagnato carattere dando, uno dietro l'altro, tre impulsi di potenza che stimolano le fantasie perverse del pilota di turno. A quota 3000 il motore prende vita, a 7000 comincia a spingere con consistenza, da 10.000 in poi è libidne pura. Accompagnato da un ruggito unico e inconfondibile, il contagiri arriva a prima a quota 12.500 (dove si accende il led del cambio marcia) poi a 14.000 dove il limitatore taglia l'accensione. Marce lunghe vi dicevo: 122 in prima, 172 in seconda, 220 in terza...Meglio mollare, la curva si avvicina.

Un'evoluzione questa della F4 che a quanto pare non pesa sul listino, rimasto praticamente invariato 16.475 euro franco concessionario.

<-GG->

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